Comunicati
Copia Privata: firmato il Decreto Ministeriale
Gli oneri sui telefoni portatili (90 centesimi di euro) e sui PC (€ 1,90 per i computer senza masterizzatore e € 2.40 per i computer con masterizzatore) sono stati confermati, oltre a quelli previsti per i dischi registrabili, alle altre memorie e alle chiavette USB.
In allegato il testo integrale del Decreto (allegato).
La notizia ha suscitato diverse reazioni da parte delle associazioni
rappresentative delle categorie sottoposte a tali oneri e in
particolare dal Presidente di Anie, Guidalberto Guidi.
La confederazione delle imprese elettroniche aderenti a Confindustria
teme innanzitutto l'aumento dei prezzi dei prodotti tecnologici.
Queste le dichiarazioni di Guidi (Fonte: adnkronos.com): "Il nuovo decreto stravolge il regime vigente introducendo sostanzialmente una tassa il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparecchi elettronici. Questo decreto introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell'apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sul prezzo dei prodotti. E', a quanto ci risulta, l'unico esempio di penalizzazione dell'innovazione. Il consumatore è gravemente penalizzato dal nuovo meccanismo, in quanto si vede costretto a pagare almeno tre balzelli (sui contenuti acquistati, sull'apparecchio, sul supporto digitale) per esercitare il proprio diritto ad effettuare una copia di un contenuto digitale acquistato legalmente.
Profondamente iniqua è la situazione che si viene a creare per i telefoni cellulari che nell'ipotesi di utilizzo per la fruizione di video e contenuti musicali prevedono già il pagamento di apposite licenze da parte dell'utente".
Riportiamo in risposta comunicato del Dott. Paolo Ferrari, Presidente di Confindustria Cultura Italia, che prende posizione contro la dichiarazione di Guidalberto Guidi.
COMUNICATO
“Ho letto con molta sorpresa le dichiarazioni rese dal collega
Guidalberto Guidi, presidente di ANIE, e da alcuni colleghi di altri
settori confindustriali a commento del decreto con il quale il Ministro
Bondi ha colmato un vuoto legislativo che durava ormai da sei anni” .
Lo dichiara il Dott. Paolo Ferrari, presidente di Confindustria Cultura
Italia intervenendo dopo le dichiarazioni rese da altre associazioni
confindustriali.
“Evidentemente Il dr. Guidi , al pari degli altri commentatori, non ha
letto la relazione illustrativa del decreto del Ministro Bondi nella
quale si ripercorrono analiticamente le ragioni per le quali l’Italia -
unico paese in Europa - attendeva da anni il decreto che fissasse i
compensi per copia privata previsti da una normativa europea”.
“Spiace altresì constatare che da più parti si continui demagogicamente
a parlare di tassa sulle tecnologie e a confondere il concetto di tassa
con istituti propri del diritto d’autore, condivisi dalla stragrande
maggioranza delle democrazie occidentali e non solo”.
“Chi leggesse la relazione ministeriale, apprenderebbe infatti che i
compensi fissati dal decreto Bondi sono inferiori del 50% rispetto ai
compensi previsti in Francia, e questa non è una buona notizia per
l’industria dei contenuti e per gli autori, i quali hanno infatti
accolto il decreto del Ministro Bondi con moderata soddisfazione e
soltanto perché arriva dopo sei anni di silenzio, ritenendolo ben al
di sotto delle legittime aspettative di un settore industriale già
tartassato dal dilagare della pirateria audiovisiva nei cui confronti
raramente viene manifestato – da qualsiasi direzione - lo stesso
sconcerto che manifesta oggi il collega Guidi”.